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Argomento: Notizie, Progetti - 19-02-2009
www.sortinesinelmondo.it é uno spazio composto da persone reali, sortinesi residenti e non, che sentono vivo il senso di appartenenza al loro paese di origine e sono accomunati dal desiderio di migliorarne le condizioni sociali, economiche e culturali condividendone scenari e discutendone per realizzarli.
Una nuova idea, una nuova scommessa dell’associazione “Una Finestra su Sortino“.
Un ringraziamento a tutti gli amici che ci hanno sostenuto in questa iniziativa con i loro consigli e il loro supporto e a tutti quelli che contribuiranno ad arricchire questo blog con i loro commenti, le notizie, le segnalazioni e i materiali video e grafici.













….continua
Sono gia’ tornato da scuola e ho anche pranzato, guardo giu’ dalla terrazza e vedo che Gino gia’ gironzola nelle vicinanze, anche Renato e’ tornato dall’istituto tecnico EF di Siracusa ed ha quasi finito di pranzare, e ad un tratto dice rivolgendosi a me:
“oggi e’ una bella giornata e si potrebbe fare una passeggiata, che ne dici?” io allora cercando di frenare l’euforia gli rispondo:” ma si, si puo’ fare, io sono comunque pronto, e Gino e gia’ giu’ che aspetta” e in meno che non si dica ci incamminiamo, decidendo di andare a “sciummi ranni” alla seconda galleria, e quindi come al solito prendiamo per sotto il “chianu dei capuccini” passando dapprima accanto al famoso “ponti a pisciazza” scendendo per una mulattiera che incrocia poi piu’ giu’ la strada “do curtu”, arrivati poi un cento metri piu’ in avanti della “sumagghia a nina” (giu’del burrone) giriamo al bivio a destra per la “trazzera che passa da “Gesu’ nazzarenu” nel frattempo mio fratello per tenerci di buon umore ci racconta qualche barzelletta, lui ne conosce a migliaia, e cosi’ pian piano siamo gia’ arrivati sempre via “trazzera” dove oggi finisce la strada per pantalica, da qui la “trazzera” (oggi e’ nascosta agli occhi profani) scende giu’ sino al fiume.
Dopo avere trascorso del tempo “sciummi sciummi” curiosando qua e la, acchiappando qualche granchio, o rana, decidiamo poi di rientrare, quindi da adesso pero’ mentre all’andata il percorso era quasi tutto in discesa e tutti i santi aiutavano, ma adesso ci viene tutto di salita, e quindi si comincia a salire, arrivati dove finisce oggi lo stradale di Pantalica, cominciamo ad asciugarci il primo sudore, la salita pero’ non e’ ancora finita, e siamo finalmente arrivati al pianoro che c’e’ a “saraminzana”, qui io e Gino rallentiamo un po’ distraendoci alla prima merla che scappa, o ci soffermiamo a cercare qualche “filu di sparisci”.
Ma la via da fare e’ ancora lunga, e il sole e’ sceso gia’ di parecchio, mio fratello ad un tratto rivolgendosi a noi ci dice:” ah! ragazzi, avevo dimenticato a dirvelo, oggi mentre che ero a Siracusa, ascoltando il “gazzettino di Sicilia” hanno comunicato che dal circo Orfei, che e’ accampato a Siracusa e scappato un leone ed ha fatto gia’ le prime vittime”, io e Gino ci guardiamo negli occhi dapprima un po’ increduli perche’ conosciamo a Renato che ne sa una piu’ del diavolo, ma poi pensando che un leone e’ un leone e che vale la pena di crederci, e mio fratello continua: “si dice poi che questo leone sia grosso quanto un asino e che abbia preso su per la valle dell’Anapo, e quindi se calcolo il tempo da stamattina a ora, il leone sara’ adesso arrivato al “passu i sarausa” o a “barracu, giu’ di li’, e mi sa che forse e’ consigliabile aumentare il passo” io e Gino ci guardiamo negli occhi e vedo che gino e’ inpallidito, io saro’ diventato verde dalla paura e come dopo una parola d’ordine aumentiamo il passo, da adesso io sento solo il mio cuore battere forte, specialmente a ogni fruscio lasciato da qualche uccelletto che scappa vicino, ho l’impressione che le mie oreccie si muovono come quelle di un asino al minimo rumore che arriva dalle vicinanze, ma non mi giro a guardare, per paura di incontrare col mio sguardo quello del suddetto leone, guardo a Gino e dalla sua espressione vedo che ha perso tutta la sua spavalderia, e pure lui ad ogni fruscio cambia colore, mi giro e vedo che a mio fratello l’abbiamo lasciato indietro di parecchi metri, gli dico di aumentare il passo, non so se per preoccupazione per lui in caso il leone lo aggredisse, o per paura di non averlo vicino a me, abbiamo gia’ fatto la discesa di “Gesu’ nazzarenu” dove io all’altezza di dov’e’ la cripta col quadro del Gesu’, senza fermarmi, mi sono rivolto al Quadro pregando il cielo,arrivati poi al bivio che porta a Sortino, ho guardato nell’altra direzione verso “sciummi ranni” e ho visto giu’ dei contadini che salivano su per la strada, alla vista di cio’ mi sono rallegrato un po’ pensando; il leone grazie a Dio qui nella zona non c’e’ ancora arrivato, ma subito dopo ripenso alla parola “ancora” e mi assale di nuovo la paura, e’ ora di continuare la salita per il paese, da qui si vedono gia’ le prime luci accese, malgrado sia ancora abbastanza chiaro, un motivo in piu’ questo per “sgommare”, e sbuffando come la vecchia locomotiva del fusco, che dal racconto dei vecchi, durante il tragitto sembrava dicesse:
“si pozzu cia’ fazzu, si pozzu cia’ fazzu…tuuuut tuuut si pozzu….” e quindi arriviamo finalmente al “chianu re capuccini”, con un grosso sospiro di sollievo, ci sediamo
su uno dei gradini di pietra lavica, tanto dobbiamo aspettare a Renato, e poi ormai siamo al sicuro. Come sempre, almeno allora, il “chianu” e’ abbastanza frequentato da ragazzini che schiamazzano allegri, nel frattempo arriva mio fratello sbuffando pure lui, e ad un tratto scoppia a ridere tenendosi la pancia, piegandosi ancora dalle risate, e poi ancora di nuovo a piegarsi dal ridere, io e Gino ci guardiamo negli occhi e capiamo che il leone scappato era solo un motivo per farci aumentare il passo, in quel momento l’avremmo volentieri buttato sotto il “chianu”, ma dopo ci siamo messi a ridere pure noi, ancora una volta Renato ci ha fregati, le bugie hanno si le gambe corte, ma questa a noi le gambe c’e’ le ha fatto allungare.
Fulvio Lo Zito
da “In mezzo al cammino di mia vita”
Renato, Gino, io.. e il leone scappato..
Ciao, alcuni mi conoscono gia’, molti altri forse no, e spero pero’ qui di non fare una cosa che odio tanto, cioe’ un monologo, anche perche’ se parlo da solo, la gente mi prende per pazzo. Ma non credo di farlo, perche’ credo nei giovani di Sortino, come credo che molti di questi giovani non hanno solo la “california in testa” ma anche orecchie per intendere…….
Io vivo da tanti anni in una metropoli nordica, questo un motivo in piu’ per pensare al mio amato paese natio, specialmente in momenti come adesso ove la temperatura gioca volentieri con lo zero, e io gioco con il mio bicchiere…vuoto e penso ai tempi lontani e a quel lontano pomeriggio di primavera…….
Pero’ prima che mi lascio travolgere dai ricordi, voglio presentarvi i personaggi di questa storia vera, e cioe’: comincio da Gino, mio grande amico sin dall’infanzia che non dico pero’ il cognome, perche’ lui e’ molto conosciuto. Renato, mio fratello maggiore a cui io tengo tanto e che mi ha insegnato tante cose,tra le quali: il rispetto per la natura, mi fatto conoscere sin da bambino tutti i luoghi storici di Sortino e dintorni, poi ancora tutti i posti dove si trovano in abbondanza i cchiappiri, arriunu, u finucchetru rizzu, i giri, a cicoria, i varbi, i sparici,ecc. ecc. ma non e’ finita, questo ragazzo alla fine degli anni 60, inizio anni 70 con i suoi amici, e’ stato in grado di mettere in piedi una squadra di calcio col nome niente di meno che’ di “la san micidiario” e gia’ vi potete immmaginare che tipo e’ lui, ma non e’ ancora finita, lui ha anche eletto come presidente della suddetta squadra a ..”giuvanni u piscaturi” molti di voi conosceranno di sicuro questo personaggio, a dir poco un buon uomo, che allora arrotondava un po’ i suoi guadagni a parte la (misera) pesca che lui facava a “ciummi ranni” e che poi vendeva a buon mercato un po’ in giro e anche al circolo dei cavallacci, poi il fine settimana imbiancava le linee del campo sportivo.
Adesso abbiamo una squadra di calcio ( la san micidiario)
i giocatori, Nino, Vito, Renato, ecc. ecc., un presidente, Giovanni il pescatore, ma siamo alla vigilia del campionato ma la squadra non ha ancora i “tricot” (magliette, pantaloncini, scarpette ecc.) e neppure i soldi per comprarli, mumble mumble ma ecco che Renato ha un’idea… e dice lui a Giovanni ” che ne dici se tutta la squadra andiamo al fiume a pescare, e dal ricavato compriamo il materiale che ci serve? Giovanni da’ il benestare e l’indomani siamo (si ci sono pure io, da bambino a dare piu’ fastidio che altro) al fiume a pescare, e per farla corta, forse perche’ il Dio a volte premia i poveri, la pesca risulto’ tanto abbondante, da fruttare i soldi necessari per comprare i tricot e con la rimanenza dei soldi, ci facemmo (di nascosto) una mangiata nella putia di vinu di”Cicciu testa”…………
Continua….